Una mostra che celebra il rapporto tra Roma e Pompei

Visitavo il Colosseo in tutta tranquillità quando, salendo al primo piano, mi sono imbattuta nella mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana”.

L’ingresso della mostra è segnalato da tre pannelli di colore rosso e lascia intravedere una catapulta in un suggestivo gioco di luci e ombre. Questa macchina da assedio è una ricostruzione simbolo delle varie guerre e assidi subiti da Pompei.

Continuando a camminare intuisco che i colori predominanti sono il rosso, il nero e l’oro. All’interno sono esposti un centinaio di reperti, tra statue, mosaici e affreschi, che illustrano idealmente il legame tra le due città. Il percorso espositivo è suddiviso in tre grandi sezioni – la fase dell’alleanza, la fase della colonia romana, il declino e la fine -, intervallate da intermezzi dedicati a due momenti cruciali che hanno segnato la lunga storia di Pompei: l’assedio romano dell’89 a.C. ed il terremoto del 62 d.C., fino all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

“Siamo abituati a pensare che l’immortalità sia una linea che non finisce, mentre io da archeologa la sento piuttosto come un istante eterno: quello della scoperta.”

Flaminia Cruciani


Il momento in cui Pompei scompariva sotto la lava del vulcano coincide con l’inaugurazione del Colosseo per volontà di Vespasiano. Da questa coincidenza temporale è sorta l’idea di “ricollocare” le statue tra i fornici: un segno forte di festa nell’Impero, mentre si spegneva una delle province più potenti, più affascinanti, più lussuose.

Circa a metà del percorso incontriamo la statua di Eumachia, figura di spicco nell’ambiente aristocratico campano. La sua fortuna fu l’aver ereditato le ricchezze del marito defunto, ricordiamo che nella tarda Repubblica fu concesso alle donne di gestire autonomamente i patrimoni familiari.

Eumachia divenne sacerdotessa romana di Venere a Pompei, per sua volontà fu costruito l’Edificio di Eumachia all’interno del Foro.

La scultura ci restituisce l’immagine di una bella donna dall’aspetto dolce ma dignitoso. Ci ricorda un’antica dea, il lungo peplo le lascia appena scoperti i piedi nudi.

Statua di Eumachia

Il concept della mostra è opera di Mario Torelli, grande archeologo recentemente scomparso. Un racconto dall’alto valore scientifico, basato sulla ricostruzione delle relazioni sociali e culturali rintracciabili in particolare attraverso la ricerca archeologica.

La mostra vuole essere anche l’occasione per ricordare la sua lunga attività di studioso del mondo antico a tutto campo, intellettuale impegnato e padre fondatore della nuova scuola archeologica italiana.

Il percorso di visita si chiude con tre calchi di corpi da Pompei. Simboli della fine di una città, di una cultura, di un popolo.


Credits: Alessia Cacciarelli

Fonte: https://parcocolosseo.it/evento/al-colosseo-la-mostra-pompei-79-d-c-una-storia-romana/

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